Avio Brasil Industria de Avioes

Tutto una truffa!

Su questa storia della truffa si sono gettati a pesce molti giornalisti. E tutto nasce dalla vicenda Aviotech. Non stiamo a ripeterla qui, chi fosse interessato la trova descritta a questi due link: in breve e in dettaglio.

C’è però da rimarcare una cosa importante: per mettere in atto una truffa ci devono essere i soldi da truffare. E in questa storia non ci sono soldi pubblici. Detto così sembra un’ovvietà, ed infatti è proprio ovvio, desolatamente banale. Tutti i giornalisti che parlano (a sproposito) di truffa fanno male il proprio mestiere ed avrebbero dovuto verificare prima di pubblicare le stupidaggini che sono apparse nei vari giornali e blog. Infatti, né il decreto Paranaereo né il protocollo d’intesa parla di denaro pubblico che Avio Brasil dovrebbe incassare per la realizzazione dell’insediamento di Maringà (salvo sgravi fiscali dopo la vendita, quindi impossibile fare scherzi da questo punto di vista). Proprio per questo Mauro Lissia, il giornalista italiano che ha dato inizio a questa storia, è stato denunciato per diffamazione a mezzo stampa (ecco il testo della querela) e dovrà dare spiegazioni in tribunale riguardo le sciocchezze che ha scritto (e che, amplificate dalla rete, hanno creato non poche difficoltà proprio al progetto di insediamento a Maringà). Con ogni probabilità andrà a fare compagnia ad un sindacalista (Antonello Giuntini) che molti anni fa disse le stesse cose, venne denunciato (ecco la querela) e subì una condanna per diffamazione.

Diffamare, al giorno d’oggi, è semplice. La rete consente, purtroppo, il mantenimento dell’anonimato. Tuttavia i giornalisti non sono troll nascosti dietro nick anonimi e la legge persegue chi pubblica notizie diffamatorie.

Se si fosse trattato solamente di questioni personali probabilmente sarebbe stato opportuno ignorare la diffamazione, ma c’è di mezzo un progetto importante. Importante per l’azienda ma anche per la città di Maringà, per lo stato del Paranà e per il Brasile.

Tutto ciò per dire che d’ora in poi, una volta che i contenuti di questo sito verranno inviati a giornalisti e blogger che hanno pubblicato notizie false e tendenziose, si chiederà una rettifica. Con l’impegno di procedere penalmente nei confronti di coloro che non accoglieranno l’invito.

Non è piacevole denunciare i giornalisti, ma se la buona fede non si nega a nessuno questa bisogna anche guadagnarsela.

Titoli di coda

Intendiamoci, una volta per tutte: nessuno ha ingollato litri e litri di cachaça per poi affermare di voler mettere in piedi la BraBoeing a Maringà. Su questo non ci possono essere dubbi e chiunque abbia fatto confusione è incompetente o in malafede. Ai primi si chiede di rettificare le sciocchezze propalate in rete, i secondi verranno portati in tribunale. Per i blog anonimi poco si potrà fare se non chiedere che vengano oscurati. Ma la rete è una bestia restia ad ascoltare ragioni. Quindi continueranno, probabilmente, a dar noia. Come il raffreddore, che nessuna medicina potrà mai debellare del tutto. Però l’importante è conoscerlo e, se lo conosci, lo eviti, per quanto possibile.

Avio International Group Holding S.A. è una piccola realtà Italo-Svizzera ad alta tecnologia che possiede il know how necessario alla realizzazione di alcuni nuovi prodotti innovativi nel settore aeronautico (maggiori dettagli riguardo gli attacchi denigratori alla Holding a questo link). Ed intende passare ad una fase produttiva in media scala in un’area geografica che ritiene ottimale a questo scopo. Investendo capitali privati in una società appositamente costituita: Avio Brasil. Tutto qua. A dirlo così sembra banale. Anzi lo è: tutte le iniziative sane e ragionevoli lo sono.

Pertanto le obiezioni sensate sono benvenute, perché possono contribuire al progetto; la diffamazione e le stupidaggini no! Alle prime si risponde con piacere, in ogni sede. Per le altre abbiamo deciso di agire nei modi più opportuni.

Da ora in poi.