La vicenda sarda - Aviotech

Inizio dell’attività

E, naturalmente, vennero acquistati, o affittati, impianti e attrezzature per avviare l’addestramento dei lavoratori e la successiva produzione.

Attrezzature che vennero acquistate e/o affittate da due società di proprietà di Luigino Fiocco.

Data la possibilità di un conflitto di interesse, venne convocata un’assemblea dei soci. E i soci approvarono l’operazione.

Con una clausola: che Luigino Fiocco si impegnasse ad investire il denaro nelle attività di Aviotech.

Pertanto, Luigino Fiocco investì i proventi della vendita nell’Aviotech (si veda copia delle contabili bancarie a questo link) assumendo con questo atto una posizione di preminenza nella proprietà della società.

E’ bene ricordare come la decisione di coinvolgere Luigino Fiocco, rendendolo di fatto la figura di riferimento nella proprietà aziendale, venne caldeggiata da tutti i soci. Il motivo deve essere ricercato nel ritirarsi delle figure che si erano inizialmente proposte come garanti della provvista finanziaria. E fu appunto Fiocco a richiedere espressamente la convocazione di un’assemblea dei soci che certificasse la necessità di completare l’operazione prevista, una richiesta che certificasse la volontà precisa del gruppo dei soci nel conferirgli una posizione d particolare privilegio nella proprietà.

Dunque, in un tempo brevissimo, i soci fondatori, senza percepire alcun compenso (e nel caso di Luigino Fiocco conferendo un’importante provvista finanziaria) si misero a disposizione della società approntando quanto necessario per rispettare il contratto stipulato con SNIA-VILCA.

Figura centrale dell’operazione fu Pietro Fiocco, fratello di Luigino e, come lui, esperto tecnologo nel settore dei materiali compositi. Fu proprio Pietro Fiocco, in qualità di responsabile della produzione, a coordinare le attività di addestramento dei 52 operai già dipendenti.