Avio Brasil Industria de Avioes

Su Avio Brasil, il nuovo stabilimento che sorgerà a Maringà, ne hanno detto di tutti i colori.

Cosa si può dire in breve? Proviamo, prima di tutto, a riassumere quanto è stato scritto:

1. è un bluff, perché uno stabilimento di mille persone non può produrre centinaia di elicotteri ogni anno; e perché nessuno li acquisterebbe (si veda ad esempio questo articolo di Esmael Morais: Fábrica de avião de rosca em Maringá (PR) pode desbancar a Boeing);

2. è una truffa, perché il presidente di Avio International Group Holding S.A. è Luigino Fiocco, accusato di bancarotta fraudolenta (citiamo, a titolo di esempio, un altro capolavoro di Esmael: Governador Beto Richa pode ter sido vítima de fraude internacional).

Sul primo punto. Confrontare mele e pere, come si insegna fin dalle scuole elementari, è una solenne sciocchezza. Ciò che produrrà lo stabilimento di Maringà e quello che produce la Boeing sono cose completamente diverse. Per il primo, parliamo di elicotteri biposto lunghi sei metri; mentre Boeing produce i Jumbo 747, grandi come un campo di calcio. È ovvio che per produrre i primi o i secondi ci vuole una struttura completamente diversa.

Inoltre, un elicottero biposto SK-1 Twinpower costa circa 200.000€; un Jumbo Jet costa dagli 80 ai 360 milioni di dollari! Come dire che con i soldi necessari all’acquisto di un solo Jumbo Jet si potrebbero realizzare tre stabilimenti come quello previsto a Maringà.

È altrettanto ovvio che non si possono vendere centinaia di 747 ogni anno. Mentre il mercato dei piccoli elicotteri è in fortissimo sviluppo. E i numeri previsti sono semplicemente quelli risultanti dalle attente indagini di mercato relative proprio all’ SK-1 Twinpower: l’unico elicottero leggero certificato al mondo dotato di due motori!

Dunque nessuna stranezza: lo stabilimento è stato progettato in funzione delle ore necessarie per la realizzazione di 450 elicotteri biposto e 150 aeroplani biposto all’anno (oltre ai ricambi, naturalmente). E il mercato è stato valutato con attenzione.

Tutti coloro che parlano di numeri troppo elevati e di bluff dovrebbero prima informarsi. Se poi appare ragionevole confrontare mele e pere, allora non possiamo far nulla.

Per informazioni più dettagliate, si può leggere a questo link.

Sul secondo punto. È vero: Luigino Fiocco, presidente di Avio International Group Holding S.A., è stato accusato di bancarotta fraudolenta ed è in corso un processo in Italia. È una vicenda complicata, descritta in dettaglio a questo link, in breve a questo link. Si ha piena fiducia nella giustizia italiana e si attendono con tranquillità le valutazioni dei tribunali.

Ciò detto: cosa è necessario per attuare una truffa?

Che ve ne sia la possibilità!

Nel caso del nuovo investimento di Maringà non è prevista alcuna corresponsione di contributi pubblici (salvo sgravi fiscali sul venduto, quindi impossibile truffare). Come è dimostrato dal Decreto Paranaereo dello stato del Paranà e dal Protocollo d’Intesa siglato tra lo Stato del Paranà e la municipalità di Maringà da un lato e Avio International Group Holding dall’altro.

Se non ci sono contributi pubblici in ballo, dove starebbe la truffa?

Attenzione: non si vuole aggirare il fatto che esista un processo in corso a carico di Luigino Fiocco. Piuttosto separare le due cose, dimostrando documenti alla mano, che non esiste alcuna possibilità di truffa!

Naturalmente, Luigino Fiocco afferma con forza la propria innocenza (se ne discute nei link prima citati) ma non si possono confondere gli ambiti.

E, soprattutto, non si può diffamare impunemente con argomenti privi di fondamento.

Il giornalista che ha incautamente dato inizio a questa vicenda (Mauro Lissia, redattore del giornale italiano La Nuova Sardegna) è stato querelato per diffamazione a mezzo stampa e ne risponderà in tribunale (copia della querela a questo link).

Chi fosse interessato, troverà argomenti più dettagliati a questo link.