La vicenda sarda - Aviotech

Aviotech?

A cercare in rete si trova più o meno questo: Luigino Fiocco ottenne una montagna di soldi pubblici per aprire una fabbrica di aerei a Villacidro(Sardegna) e sparì con i soldi in tasca. Adesso ci riprova in Brasile.

Breve ed esaustivo.

Ad esempio, la Pattumiera contiene, tra l’altro marciume, un intrigante articolo scritto da Mauro Lissia, giornalista sardo, dal titolo: Fece crac a Villacidro, il Brasile lo finanzia.

Scrive il giornalista: “Luigino Fiocco aveva promesso di costruire in Sardegna gli ultraleggeri in fibra di carbonio, gli aerei spia a decollo rapido".

E poi: “Fiocco e il suo staff di collaboratori sparirono dalla scena portando con sé, sulla scia di un fallimentodichiarato formalmente nel 2002,ottomiliardi di lire arrivati dalla famigerata legge 488 per le iniziative industriali”.

Il senso è chiarissimo e si può riassumere così: Fiocco prese otto miliardi di contributi pubblici e se li mise in tasca, sparendo chissà dove assieme ai suoi complici. Così fece fallire la società.

In più: “Luigino Fiocco è ricomparso in Brasile, dove si prepara a incassare un consistentecontributo statale per avviare una fabbrica di piccoliaereied elicotteri”.

E, anche in questo caso, si capisce tutto e suona più o meno così: siccome gli è andata bene in Sardegna, ecco che ci riprova in Brasile. Anche qui gli daranno i contributi pubblici e sparirà un’altra volta... “al sole del Paranà e chissà dove”.

Premessa: è meglio dir subito che il signor Mauro Lissia è stato querelato per diffamazione a mezzo stampa. Copia della querela è riportata qui.

E nella querela è descritto in dettaglio come e perché il signor Lissia ha scritto un cumulo di falsità, travisando i fatti.

E soprattutto per quale motivo si può ragionevolmente ritenere che l’abbia fatto con il preciso intento di diffamare Luigino Fiocco.

Ciò detto… cosa si può dire… In breve?

Semplice:

che i soldi non sparirono, ma vennero impiegati per realizzare gli impianti produttivi, come previsto dalla legge e come concordato con il Ministero competente all’erogazione dei contributi pubblici;che non c’è alcun contributo pubblico previsto nella realizzazione del polo aeronautico di Maringà; quindi è del tutto falso che Luigino Fiocco sia andato a caccia di contributi pubblici in Brasile!

Sì, certo, ma… come si fa a dimostrarlo?

E’ molto più semplice di quanto si possa immaginare: basta leggere i documenti. Documenti pubblici e reperibili da chi, come il signor Mauro Lissia, pretende di svolgere il mestiere di giornalista.

Quindi:

dove finirono i soldi?

Senza scendere in dettagli tecnici (che però si trovano descritti puntualmente nella parte Per approfondire) il Ministero preposto all’erogazione dei contributi verificò, a norma di legge, l’esistenza degli impianti e la loro funzionalità. Il funzionario incaricato della verifica produsse una relazione ufficiale contenente l’elenco e la descrizione puntuale e scrupolosa di tutti gli impianti finanziati dal contributo statale. Il documento originale si trova a questo link!

Per cancellare ogni possibile dubbio, riportiamo il nome del funzionario incaricato della verifica: Ing Luca PARDINI, già collaboratore della banca d’affari Centrobanca SpA (Milano). Ente che, come richiesto dalla legge, seguì l’iter procedurale del finanziamento.

Non basta!

A seguito del fallimento, il curatore fallimentare, dr. Giuseppe ARTIZZU incaricò un perito di effettuare una stima dei beni aziendali. E durante il processo il Pubblico Ministero, dr. Marchetti, incaricò un altro perito affinché procedesse alla stima dei beni aziendali. Ciascuno produsse una relazione in cui compaiono proprio gli impianti descritti nel documento dell’Ing. Pardini. I due periti sono:

L’ing. Marco DETTORI; produsse la perizia per Il curatore fallimentare riportata a questo link. L’ing Gianfranco LOI; produsse la perizia per il Pubblico Ministero, riportata a questo link.

E’ sufficiente?

No.

L’Aviotech, com’è prassi in Italia nei progetti finanziati dagli enti pubblici, richiese una perizia ad un consulente affinché valutasse la consistenza e la funzionalità degli impianti finanziati dai contributi pubblici. Per non dar adito a critiche, venne incaricato uno dei periti accreditati presso il tribunale di Cagliari: l’ing Antonello FLORIS.

L’ing. FLORIS certificò che TUTTI gli impianti descritti nella relazione estesa dall’ing PARDINI erano presenti in stabilimento. La relazione è riportata a questo link.

Dunque, ben quattro periti indipendenti certificarono l’esistenza degli impianti e la loro funzionalità: un funzionario del Ministero; due periti incaricati rispettivamente dal Curatore fallimentare e dal Pubblico Ministero ed infine un perito (consulente del tribunale di Cagliari) incaricato dalla società Aviotech SpA.

Il signor Mauro Lissia dovrà spiegare in tribunale perché i suoi articoli non citano questi quattro documenti. Che egli avrebbe facilmente potuto reperire essendo giornalista della seconda testata giornalistica regionale (La Nuova Sardegna).

I contributi pubblici sono stati utilizzati, a norma di legge, per l’allestimento degli impianti produttivi. Ecco dove sono spariti gli “otto miliardi di lirearrivati dalla famigerata legge 488”!

E il “consistente contributo statale per avviare una fabbrica di piccoli aerei ed elicotteri” che Fiocco si aspetterebbe di incassare per poi sparire “alsole del Paranà e chissà dove”?

Una bufala!

Sì, certo, ma… come si fa a dimostrarlo?

Basta leggere due documenti:

il decreto Paranaereo, promulgato dallo stato brasiliano del Paranà; riportato a questo link; la dichiarazione di intenti firmata da Luigino Fiocco – in qualità di CEO di Avio International Group Holding SA – con lo stato del Paranà, per la realizzazione di un polo aeronautico nella città di Maringà; riportato a questo link;

Il primo descrive le facilitazioni proposte ad imprenditori che intendano impiantare in Paranà attività produttive nel settore aeronautico.

La seconda dettaglia le condizioni specifiche proposte dalla municipalità di Maringà.

Come si può verificare, si tratta – nel primo caso – di sgravi fiscali sulle vendite del prodotto finito; nel secondo, di un prezzo agevolato per l’acquisto di un terreno industriale edificabile localizzato nell’area di pertinenza dell’aeroporto di Maringà.

Il signor Mauro Lissia, giornalista, spiegherà in tribunale dove stia il “consistente contributo statale per avviare una fabbrica di piccoliaerei edelicotteri” che Luigino Fiocco “si prepara a incassare”!

E’ vero: l’articolo di Lissia ed altre maldicenze in rete citano il fallimento dell’Aviotech SpA. Che ci fu.

Cosa fu a provocarlo?

I dettagli della storia, difficile da condensare in poche righe, sono contenute nella sezione Per approfondire.

Cosa si può dire In breve?

Che il fallimento fu dovuto a un gruppo di dipendenti i quali, essendo stati licenziati, sfruttarono una bizzarra legge nazionale secondo la quale i dipendenti di un’azienda fallita accedono con maggiore facilità alla pensione! E, in momento di difficoltà aziendale, fecero di tutto per far fallire l’azienda. Riuscendoci! Che il giudice fallimentare non aderì alla richiesta di soddisfare i crediti dei dipendenti attraverso una transazione che avrebbe garantito loro il 100% del dovuto. Che il fallimento non ha nulla a che fare con i finanziamenti pubblici. Che è una storia tutta italiana e solo nel disastrato meridione italiano possono accadere fatti come questo!

Tanto per dire, In breve.

In dettaglio, invece, il signor Mauro Lissia spiegherà le proprie ragioni in tribunale.

Del resto, nel lontano 2001, venne denunciato e condannato per diffamazione un sindacalista, il signor Antonello GIUNTINI, responsabile pro tempore della FSL CISL nell’area di Villacidro (copia della querela a questo link). Accusò Fiocco di truffa e venne condannato per diffamazione…

Per il dettaglio delle vicende, invece, impossibili da riassumere in due parole, bisogna leggere Per Approfondire.