La vicenda sarda - Aviotech

Il progetto 488

Uno dei motivi della scelta della localizzazione in Sardegna era stata la possibilità di accedere a contribuzioni pubbliche in conto capitale per nuove iniziative industriali attraverso lo strumento legislativo lella Legge 488/92.

Sfortunatamente, al fine di comprendere appieno gli avvenimenti, è necessario riassumere brevemente i termini di legge (il regolamento attuativo della legge è disponibile a questo link).

Chi fosse già informato in merito può procedere oltre.

Lo schema di finanziamento della L. 488/92 prevede tre fasi.

Prima di tutto una fase istruttoria. L’azienda presenta un progetto (Business Plan) secondo uno schema definito dal regolamento ministeriale e un ente istruttore (una banca d’affari abilitata) verifica il rispetto dei requisiti di legge. A conclusione della fase istruttoria, l’ente istruttore emette un giudizio di merito sull’ammissibilità del progetto, assegnandogli inoltre alcuni parametri numerici successivamente utilizzati dal Ministero per la costituzione di una graduatoria su base regionale.

Poiché i fondi stanziati per la copertura dei finanziamenti sono di norma inferiori alla somma di tutte le richieste, la posizione in graduatoria stabilisce la possibilità di accedere o meno ai finanziamenti.

Una volta composte le graduatorie, il Ministero emette, per i soli progetti abilitati all’accesso alle risorse, un decreto provvisorio di concessione, contenente l’ammontare dei contributi concessi e la ripartizione in capitoli di spesa.

Inizia allora la fase attuativa dell’investimento, la cui scansione temporale è regolata dalla legge. L’imprenditore si impegna realizzare, in un tempo prefissato, un progetto industriale basato sul Business Plan presentato nel corso della fase istruttoria, realizzando investimenti congruenti con i costi esposti nel piano industriale. Lo stato, per converso, rimborsa una percentuale prefissata degli investimenti a raggiungimento di obiettivi di spesa definiti per legge (dunque per SAL, Stato Avanzamento Lavori): il primo rimborso avviene quando si raggiunga un terzo della spesa prevista; il secondo al raggiungimento dei due terzi; il saldo quando l’investimento venga concluso.

Ad evitare possibili comportamenti illeciti, il contributo statale viene quindi percepito dietro presentazione di fattura quietanzata e originale del titolo di pagamento. L’ente responsabile della prima fase, è incaricato dei controlli.

Per la sola prima tranche di contributo è ammessa la corresponsione come anticipazione, quindi prima della spesa. In questo caso, tuttavia, è richiesta una fidejussione a copertura del rischio.

Una volta conclusi gli investimenti, il Ministero competente verifica il progetto inviando una commissione di controllo presso lo stabilimento. In caso di parere positivo, viene erogato il saldo del contributo e ha inizio la fase di ingresso a regime, in cui l’azienda avvia la produzione ed assume le maestranze secondo quanto stabilito dal piano industriale approvato.

Infine, è bene ricordare un aspetto rilevante: trattandosi di iniziative industriali che si sviluppano nel corso di almeno un quadriennio, la legge ammette una certa flessibilità nella rimodulazione dei capitoli di spesa, fermo restando l’ammontare complessivo del contributo (che non può essere in alcun modo incrementato).

Il mantenimento al lavoro delle maestranze previste per il periodo stabilito per legge conclude il rapporto col Ministero e il progetto si intende definitivamente terminato.

In sintesi:

lo stato approva un piano industriale previsionale; verifica che l’imprenditore abbia realizzato gli investimenti conformemente al piano approvato in fase istruttoria; accerta che la spesa approvata sia effettivamente avvenuta; controlla che l’imprenditore assuma e mantenga al lavoro a termini di legge le maestranze che si era impegnato ad assumere.

La decisione di presentare una domanda ex-L488/92 venne assunta non solo per la possibilità di accedere a contributi in conto capitale, ma anche perché ben si accordava con la situazione del nuovo stabilimento.

Come spiegato da Luigino Fiocco, il contratto con VILCA era stato stipulato con l’impegno di riconvertire operai anziani e problematici sulla strada della pensione. Ciò avrebbe permesso di creare competenze per lo sviluppo di nuove giovani professionalità da impiegare per produzioni sofisticate. Poiché la scansione temporale prevista dalla L. 488/92 prevedeva di sviluppare il progetto in quattro anni, la conclusione della vita lavorativa degli operai ex-VILCA avrebbe coinciso proprio con l’avvio della fase di regime del nuovo progetto industriale, permettendo di sfruttare le migliori professionalità del gruppo ex-VILCA per avviare alla produzione le nuove maestranze previste dal progetto finanziato.

Fin da ora, appare dunque assolutamente evidente la completa separazione tra il contratto stipulato con VILCA (contratto tra privati) e il progetto finanziato dalla L. 488/92. Essi erano consequenziali e completamente svincolati l’uno dall’altro. Come si vedrà in seguito, non fu il progetto attuato secondo la L. 488/92 a determinare il fallimento.

Aviotech presentò dunque un piano industriale che prevedeva la realizzazione di uno stabilimento per la produzione di Ultraleggeri a Motore (ULM). L’investimento previsto era di circa 23 miliardi di lire (circa €11,5 ML) coperti da un contributo statale di circa il 50% (in totale circa 12 miliardi di lire, €6 ML).

L’azienda presentò la domanda ed essa venne istruita da Centrobanca S.p.A. (Milano). L’esito fu positivo e la successiva posizione in graduatoria assicurò la possibilità di ricevere i contributi.

E' bene ricordare che parte integrante (e particolarmente importante) dell’istruttoria riguarda la verifica della consistenza finanziaria del proponente. L’Ente Istruttore deve verificare che l’imprenditore abbia realmente la capacità finanziaria di portare a compimento il progetto sia coprendo con risorse proprie la differenza tra il contributo statale e l’ammontare dell’investimento, sia garantendo i flussi di cassa necessari allo start-up, quando gli impianti non sono ancora operativi e bisogna sostenere il relativo disavanzo.

Proprio il fatto che Centrobanca S.p.A. approvasse la domanda di Aviotech dimostra come, nel periodo in cui venne istruita la pratica, la compagine sociale fosse in grado di sostenere l’investimento, potendo contare su un pull di finanziatori che si era dichiarato disponibile ad entrare nella società finanziando il progetto.

La presenza di finanziatori consentì di produrre la fidejussione necessaria all’incasso della prima quota di contributo (circa 4 miliardi di lire; €2 ML).