La vicenda sarda - Aviotech

Fallimento

Lo stato di insolvenza venne certificato con sentenza del Tribunale fallimentare di Cagliari. Per l’enorme cifra di vecchie lire 300.000.000 circa (€ 150.000) – tanto era il credito vantato da tutti i dipendenti che avevano avviato la procedura, circa € 3.000 a testa! – l’Aviotech chiudeva i battenti gettando via l’opportunità di avviare una produzione di elevato livello tecnologico che avrebbe potuto occupare, in prospettiva, qualche centinaio di addetti.

In una delle aree più depresse del territorio italiano, abituata a vivere di assistenza pubblica, si faceva chiudere una fabbrica che aveva appena terminato di installare impiantì produttivi innovativi costati miliardi di vecchie lire (o milioni di nuovi euro!).

Aviotech, creditrice nei confronti dello stato di cifre ben superiori a quanto richiesto dagli ex dipendenti (crediti d’imposta), propose al giudice di cedere i crediti ai debitori. Soluzione che avrebbe consentito di sanare la situazione garantendo i debitori e dando la possibilità ad un’azienda che aveva faticosamente concluso l’installazione degli impianti produttivi di dare inizio ad un’attività produttiva.

La controparte rifiutò: meglio far fallire l’azienda per accedere ai benefici pensionistici previsti dalla legge. Né il giudice ritenne di dover valutare positivamente la proposta. Aviotech stava ormai da anni sui giornali e alla televisione. Creato il mostro c’era solo da eliminarlo.

C’è però un dato di fatto: la dr.ssa Masala, consulente del Pubblico Ministero nel corso delle indagini, manifesta non poche perplessità sul reale stato di insolvenza dell’Aviotech al momento della sentenza di fallimento. Ed infatti, a precisa domanda oggetto di consulenza (Consulenza Masala pag. 1, agli atti del processo di primo grado a questo link):

Ricostruisca il consulente, sulla base della documentazione contabile ed extracontabile in atti, la situazione patrimoniale della società Aviotech ed accerti se tale società si trovi in stato di insolvenza;

Risponde, in conclusione, dopo svariate pagine di argomentazione (Ibidem, pag. 78 a questo link):

Tutto ciò premesso, non è allo stato possibile affermare con certezza se lo stato di illiquidità nel quale versa la società sia irreversibile, tale da configurare lo stato di insolvenza, ovvero sia un momento di temporanea difficoltà finanziaria.

Il tribunale fallimentare fu di diverso avviso e, grazie al fallimento, i dipendenti creditori furono liquidati dall’Istituto di Previdenza Sociale e poterono accedere più facilmente alla pensione.

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