La vicenda sarda - Aviotech

Lo sforzo aziendale per completare gli impianti

Tuttavia, fu proprio la comparsa dei militari e l’accusa di truffa a rafforzare la decisione di portare a termine l’investimento, reperendo le necessarie risorse finanziarie e installando tutti gli impianti previsti.

Perché, qualora ciò non fosse avvenuto, sarebbe stato virtualmente impossibile difendersi dall’accusa di truffa. Tra l’altro coinvolgendo i fornitori. Fornitori che si erano visti implicati in una vicenda che non riuscivano a capire. In fondo non avevano fatto altro che sottoscrivere un contratto di fornitura e realizzare impianti specifici emettendo le relative fatture di anticipazione. Il loro mestiere. Che svolgevano da anni.

E si ritrovarono invece i militari in casa. Accusati di complicità nella pretesa “truffa”!

L’interrompere il progetto, rescindendo i contratti di fornitura per causa di forza maggiore, sarebbe stata considerata una vera e propria ammissione di colpevolezza. Il tentativo, inutile, di rimettere il coperchio al barattolo dopo essere stati colti in flagrante con le dita dentro la marmellata.

Decisione non facile, anche questa. Che portò a forti tensioni con i fornitori, a difficoltà di dialogo, scambio di lettere e comunicazioni talvolta sgradevoli.

C’è anche un altro aspetto che non è mai venuto alla luce. Ed è il caso di citarlo esplicitamente: gli impianti non andavano completati solamente per difendersi da un’accusa in sede penale. C’era anche la scommessa di vedere realizzata una bella idea imprenditoriale. Idea nella quale i soci avevano creduto e continuavano a credere: produrre ultraleggeri in carbonio. Prodotti innovativi, “belli”, affascinanti e con ottime prospettive di mercato. Capaci di aiutare il territorio creando posti di lavoro qualificati, ricchi di competenze tecnologiche. Ben più di un posto da operaio che schiacci lo stesso bottone per otto ore giornaliere.

Dietro la decisione di proseguire c’era la testardaggine di vedere realizzato un progetto valido e c’erano persone competenti innamorate del proprio mestiere. Personaggi capaci di gioire, prima di ogni altra cosa, nel vedere realizzato e funzionante un prodotto di propria ideazione.

Completamento degli impianti

Nel 2001, in gravissima difficoltà, in tribunale per contrastare le istanze di fallimento presentate dagli ex-dipendenti, spesso sui quotidiani locali, Aviotech completò il programma di investimenti coinvolgendo, purtroppo per una frazione troppo esigua, finanziatori privati.

Conformemente alle richieste di legge venne quindi inviata la lettera prevista nel regolamento ministeriale per la L. 488/92.