La vicenda sarda - Aviotech

Contratto SNIA-VILCA e assunzione delle maestranze ex-VILCA

Infatti, tra le diverse opzioni, e considerata la difficoltà di accedere al credito bancario, si era deciso di sfruttare una proposta della SNIA-VILCA, società del gruppo FIAT che dismetteva le proprie attività sarde convertendole, in parte, al biomedicale (cfr. interpellanza parlamentare del marzo 1995 a questo link) e aveva necessità di ricollocare, nell’area industriale di Villacidro (area depressa della Sardegna, lontanissima dal settentrione industrializzato) un certo numero di lavoratori in esubero prossimi alla pensione. Quindi VILCA era alla ricerca di imprenditori disposti ad assumerli e mantenerli al lavoro per almeno tre anni, percependo per questo un contributo una tantum di circa 50 milioni di vecchie lire a lavoratore(circa € 25.000).

Nel luglio del 1996, dunque un mese prima della costituzione dell’azienda, dopo approfondite discussioni e valutazioni, venne siglato un protocollo di intesa tra: SNIA-VILCA (gruppo FIAT), rappresentanti dei lavoratori (sindacati) e la costituenda società Aviotech. Il protocollo d’intesa prevedeva, in breve, la corresponsione di una cifra pari a £ 50.000.000/lavoratore (circa € 22.500) affinché gli esuberi SNIA-VILCA venissero addestrati, riconvertiti a nuove produzioni e mantenuti al lavoro per almeno 3 anni. Intervallo di tempo che garantiva, alla maggior parte di loro, e per mezzo di adeguati ammortizzatori sociali, un agevole ingresso alla pensione. Nel quadro dell’accordo, SNIA-VILCA chiese e ottenne la produzione di una fidejussione a copertura del rischio.

Dunque lavoratori anziani. Maltrattati da una società del gruppo FIAT che li lasciava a casa dopo un lungo rapporto di lavoro contraddistinto da forti tensioni sindacali. E dopo aver ricevuto, la FIAT, copiosi contributi pubblici per impiantare un’attività produttiva al sud.

Lavoratori ormai esasperati da prolungate lotte sindacali. Costretti a salire sulle ciminiere per vedere riconosciuti i propri diritti.

Lavoratori problematici.

Ciò venne preso in considerazione da Aviotech. E infatti, racconta ancora Luigino Fiocco, di fronte al tribunale di primo grado (udienza 11.06.2010 pag., 12 a questo link):

“[…] si era pensato ad una strategia che prevedeva l’impiego di quegli operai nella produzione di cose semplici fino al raggiungimento della pensione e poi avremmo tenuto i più bravi che sarebbero a loro volta diventati istruttori, ed avremmo iniziato produzioni più sofisticate.”

Nessuno sottoscrisse accordi per la produzione di aerei, come si può verificare dall’esame del protocollo d’intesa, per quanto l’obiettivo fosse proprio questo: in prospettiva. Quindi nel tempo, non subito: ci si sarebbe arrivati solo dopo aver creato competenze. Di certo non con questi lavoratori. O non certo con tutti.

L’accordo con SNIA-VILCA era chiarissimo alle parti coinvolte: ai lavoratori, che siglarono l’accordo tramite i rappresentati sindacali. Alla SNIA-VILCA, che pretese ed ottenne una fidejussione a copertura del rischio. All’Aviotech.

In sintesi: c’erano dei lavoratori scomodi da accompagnare alla pensione e si veniva retribuiti per questo. Aviotech scelse una strategia per coniugare la necessità di ottenere le dotazioni finanziarie di cui aveva bisogno con la possibilità di sviluppare in loco competenze prima sconosciute. Competenze che fosse possibile sfruttare in seguito per arrivare alla produzione di Ultraleggeri a Motore.

E’ bene dir subito che il contratto sottoscritto tra SNIA-VILCA e Aviotech (dunque un accordo tra privati) è stato interamente soddisfatto. E che la SNIA-VILCA non ha escusso la fidejussione. E non si è costituita come creditore quando Aviotech, per decisione incomprensibile di un giudice, come verrà descritto in seguito, è stata dichiarata fallita.

Questa non è un opinione: è un fatto. Il contratto è stato rispettato.